Matteo 'Ndwr' Russo

...because there are no days without revolutions.
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Radioattività ambientale
Zona: Venezia, Italia
Tipo: Radiazioni ionizzanti β/γ

 0.00%

Corrente: 0 μSv/h
Media annuale: 0.00 μSv/h
Accumulo annuale: 0.000 mSv

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EIT, CCD

Il rivelatore di EIT, a bordo della sonda SOHO, è un sensore CCD (Charge-Coupled Detector) di tipo "backside-thinned", quindi estremamente sensibile ai raggi ultravioletti.

Al fine di mantenere un basso rumore di lettura ed evitare che i raggi cosmici possano portare a danni permanenti, il CCD di IET viene mantenuto ad una temperatura di circa -67 gradi celsius. Questa temperatura viene raggiunta grazie ad un raffreddamento passivo: il sensore CCD è termicamente a contatto con una lastra di titanio, la quale lastra è a sua volta a contatto con un radiatore.

Appena dopo il lancio, l'IET è stato riscaldato in modo da far evaporare le potenziali miscele che potrebbero condensare sul CCD, in fase di raffreddamento. Nonostante questo una piccola quantità di vapore acqueo e idrocarburi esiste ancora all'interno dello strumento.

Oltre alla condensa gli ioni pesanti provenienti da radiazioni cosmiche formano "trappole" per gli elettroni, all'interno del materiale che forma il sensore, le quali diminuiscono la sensibilità del sensore stesso.

A causa dei problemi sopra descritti il sensore CCD deve essere riscaldato fino a 16 gradi durante i periodi di inattività dello strumento, ogni 3 mesi per 2/4 settimane circa, quando la sonda è in limitato contatto con le stazioni terrestri, per permettere la riduzione degli effetti di disturbo e garantire una costante prestazione affidabile.

Per quasi tre mesi nell'estate del 1998 mentre la sonda SOHO era fuori controllo, le sue batterie erano scariche e i suoi pannelli solari puntavano inutilmente a 90 gradi dal sole, il radiatore di EIT era puntato proprio verso il sole. Secondo i migliori modelli termici disponibili all'epoca, questo face salire la temperatura del CCD di IET oltre i 35 gradi celsius. Dopo il recupero del veicolo spaziale, nel settembre dell'anno 1998, è stato notato che il CCD aveva non solo riacquistato gran parte della sensibilità perduta (pari a circa il 60%), ma la miscela sembrava essere completamente sparita.
Nonostante ciò viene comunque effettuato un costante "bakeout" del sensore per rimuovere le trappole di elettroni.